Bella Belinda

 

Senza poesia, cosa resta alla vita?

 

Una storia di vite semplici e intensi sentimenti che ci trasporta in riva al mare, accanto a donne che hanno tutto da perdere e tutto da ritrovare.
Belinda passeggia tra i vicoli stretti e le bancarelle del mercato organizzato per la festa in onore della Madonna. Le donne del paese la spiano e fingono di non vederla, invece la controllano, temono che si porti a letto i loro mariti.
Lei butta indietro i capelli lunghi e neri e si aggiusta il bambino cavalcioni sul fianco. Tutti di maggio sono nati i suoi figli, cinque maschi e una femmina, Sabrina, che è già una ladra provetta: sa allungare la mano al momento giusto. Magari avrà preso dal padre. A Belinda dispiace un po’ non ricordare chi fosse.
Maria stende i panni sul terrazzo e guarda Belinda e il suo bambino. Avrebbe voglia di accarezzarli, proteggerli. Maria è nata lì e dopo una vita di lavoro spesa al nord, lì è tornata. Ma subito si è accorta che non avrebbe ritrovato la sua felicità. Il passato non può tornare e lì non c’è niente: solo il mare, vecchie case di sasso e puzza di pesce. “La memoria è traditrice e la nostalgia ha abbellito i ricordi”.
Guarda Belinda e i suoi bambini, Belinda, la figlia della sua sfortunata amica Santina. La chiama e sventola una mano per salutarla. Proprio la sera della festa in onore della Madonna, però, la piccola Sabrina scompare.
Sarà Maria ad accogliere le grida disperate di Belinda, l’aiuterà e troverà la ragione per cui è tornata, perché:
“Bisogna avere il coraggio di fare le cose giuste quando è il momento. Dopo è tardi.”

Kindle

Pub