Il serpente piumato

Per uno che odiava perfino fare lunghi viaggi in macchina, questa era sicuramente una prova ardua da affrontare ma, come dicono i saggi, il vero coraggioso è colui che affronta le proprie paure, non chi non ne ha: quello è solo un pazzo.

Brando, in crisi d’ispirazione, confida a Elvira la decisione di partire per il Messico alla ricerca di nuove idee per i suoi romanzi. La donna, ben conoscendone il carattere fifone e sprovveduto, è preoccupata e cerca di dissuaderlo in ogni modo. Trovandosi davanti ad un muro di ostinazione viene folgorata da un’idea geniale. Con lei vive Lapo, il nipote adolescente che ha cresciuto come un figlio. I suoi genitori, archeologi come lei, sparirono nel nulla in Amazonia, nel corso della stessa spedizione che le costò l’uso delle gambe. Il ragazzino è un tipo geniale, appassionato di storia e tecnologia, abituato dalla zia a non scoraggiarsi e ad affrontare ogni difficoltà con grande determinazione. Manca poco alle vacanze di Natale e, con la scusa di far cambiare aria al nipote, convince lo scrittore a portarlo con sé in Messico.
Sulle prime Brando è titubante, ma alla fine cede e accetta la proposta della vecchia amica. I due compagni di viaggio partono alla volta di Città del Messico. Nel programma, steso grazie alle competenze di Elvira, hanno in calendario una visita a Teotihuacan, l’antica città azteca dove, complice un tremendo temporale, conoscono Frank Baritoni e sua figlia Emma e insieme a loro visitano il tunnel di Quetzalcóatl, la divinità azteca dalle fattezze di serpente piumato. Giunti in una grotta splendidamente affrescata, la guida racconta la leggenda del serpente piumato poi, improvvisamente, li abbandona al buio. Grazie alla prontezza di spirito di Brando e Lapo, i quattro raggiungono l’uscita e decidono di cercare Agua Dulce, la località dove, si narra, Quetzalcóatl si nasconda da millenni. A bordo di una sgangherata jeep percorrono le strade dello Yucatan, si raffrontano con tradizioni millenarie e assaggiano piatti a volte orripilanti per i loro palati, infine raggiungono la foresta dove sorgeva Agua Dulce.
I quattro si addentrano in un mondo sconosciuto, selvaggio e misterioso, da cui non uscirebbero vivi se non grazie all’aiuto di un indigeno e un vecchio sciamano amico di un giaguaro. Brando, Lapo, Frank ed Emma si trovano coinvolti in una corsa contro il tempo, inseguiti da un uomo senza scrupoli alla caccia del favoloso tesoro di Quetzalcóatl. Attraverso la foresta, immergendosi in un cenote, una sorgente sacra agli aztechi, mangiando quello che offre loro la natura e dormendo sotto le stelle, arriveranno a Casa de las nubes, il tempio di Quetzalcóatl dove sono custodite immense ricchezze, ma anche un pericolo mortale.