Morti e sepolti

Di chi sono quelle ossa?

Questura di Napoli, ai giorni d’oggi.
Il commissario Antonio Sasso –appassionato scommettitore, estimatore di allibratori e affezionato cliente di strozzini- e l’ispettore Anna Nardi –che aspetta il principe azzurro e per ingannare l’attesa ne ospita di altri colori tra le lenzuola-, sono chiamati su una scena del crimine, un vecchio palazzo signorile di Napoli in Via Tarsia, dove un giovane albanese, operaio in nero di una impresa edile che sta eseguendo lavori di ristrutturazione proprio nel palazzo, è stato ucciso.
Qualcuno gli ha sfondato il cranio con un piccone. Sotto il suo corpo viene ritrovato anche un panetto di droga.
Ma quando il cadavere viene rimosso, ecco la sorpresa. Sotto, in un’intercapedine del pavimento, c’è uno scheletro vecchio di almeno sessant’anni. Un uomo, anche lui ucciso con un colpo violento alla testa.
La Dia interviene sul posto e prende in carico il caso di evidente traffico di droga. Ad Anna Nardi viene assegnato il caso di Bacol Shebani, l’albanese ucciso. Antonio Sasso, sotto la minaccia di una valutazione del suo stato di servizio dopo la scoperta della sua passione per le scommesse, si occuperà invece dello scheletro sepolto.
Tra traffici di droga, mafia russa e badanti straniere, le indagini si fanno serrate.
E tutto, ma proprio tutto, porta Nardi e Sasso in quel condominio di Via Tarsia dove durante la seconda guerra mondiale risiedevano alcuni ufficiali della Wehrmacht e dove ancora abitano i vecchi inquilini. Sasso e Nardi conoscono così l’avvocato Scorza e la sua badante e gli insegnanti ormai in pensione Cannavacciuolo, marito e moglie che possono ripercorrere quel periodo storico sfortunato.
Si parla di Napoli sotto le bombe, dei morti, soprattutto della famiglia Del Vecchio, che viveva nel palazzo, sterminata dall’esplosione di una bomba il 4 dicembre 1942 mentre attraversava la città sul tram numero 9.
I due poliziotti ascoltano, ma sembra non esserci risposta alle loro domande: chi e perché ha ucciso Bacol Shebani?
Di chi sono quelle ossa ritrovate sotto il pavimento?
Piano piano la matassa si dipana, svelando una storia che riporta al passato e si annoda alla Storia, con la esse maiuscola. Ogni tassello troverà il suo posto, ogni cadavere la sua dignità.
Nardi e Sasso chiuderanno i cerchi. I colpevoli e le vittime troveranno la loro giusta posizione e alla fine al lettore spiacerà davvero uscire dal commissariato, ancora, di sicuro, pieno di storie.

Epub

Kindle e cartaceo