Via Venanzio Martini 2

Il piccolo condominio di Via Venanzio Martini al numero 2 è la casa di Mariuccia dal 1946, quando, sposina imbranata, ci portò un letto regalato dalla mamma di Attilio, suo marito, un armadio comprato a rate dal signor Bartolo, il falegname, e tre sedie.
Solo tre.

La ditta Martini Lamiere era proprio accanto: una scatola di cemento chiaro con grandi vetrate che guardavano verso la casa, così vicine che durante il giorno le donne potevano salutare i loro mariti dalla finestra.
Quante cose sono accadute in più di sessant’anni. Non basterebbero mille pagine per raccontarle… e Mariuccia lo fa per noi. Ci racconta di lei e delle coppie diventate famiglie in quel condominio. Ci mostra i bambini diventati adulti, alla scoperta del loro futuro, e dei genitori diventati vecchi.
Adesso Via Venanzio Martini è diversa, resto solo io.
Sono io il passato, ma non trascorro il mio tempo con malinconia. Ogni tanto scendo i tre scalini che mi separano dal cortile e offro gelatine di frutta ai bambini che mi chiamano nonna. Racconto loro di quando al posto delle palazzine c’erano i campi di patate e mais, mostro loro dov’era il grande ciliegio, proprio lì, dove adesso ci sono quattro garage di lamiera, e del lungo tavolo di legno scuro dove i piccoli facevano i compiti e i grandi giocavano a carte. Di quando alla Martini Lamiere entravano e uscivano camion tutto il giorno. Loro hanno visto solo il suo scheletro, quel capannone abbandonato dagli anni novanta.

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